Rocca Castel San Giovanni

Secondo alcuni storici locali nella propaggine centro settentrionale del Colle della Concezione era localizzato un antico insediamento, che una leggenda farebbe risalire a 907 anni prima della fondazione di Roma, denominato successivamente Vicus Elacensis. Secondo altre fonti esso fu fondato invece verso il 1500 a.C.. Nel 292 a.C. tale centro passò sotto il dominio di Roma per essere poi distrutto da Alarico nel 408. Sempre secondo gli storici locali dopo la distruzione del Vicus Elacensis gli abitanti superstiti si ritirarono più in alto e più a sud, sul declivio del colle più ripido e quindi meglio difendibile. Il nuovo nucleo abitato prese il nome di Visse. Tra il 494 e il 526 fu un presidio gotico e nel 579 passò ai longobardi del Ducato di Spoleto. Nel 740 il re Liutprando pose Visso sotto il Castaldo di Ponte, tenendo sul luogo alcuni soldati con a capo uno sculdascio coadiuvato da sottufficiali. Nel secolo successivo Visso restò sotto i duchi di Spoleto e fu governato da un conte feudatario la cui residenza era posta in cima al colle.

Chiesa di S. Oreste

Chiusura temporanea a causa dei danni provocati dal terremoto

Pieve Torina

In un atto notarile datato 1189 la chiesa è denominata con il nome di S. Maria de Heresto, nel XV secolo diventa pieve di S.Oreste. Al pari della pieve di Fematre, nel comune di Visso, l’edificio religioso ricopre una grande importanza nel corso dei secoli, tanto che da essa dipendevano nove chiese. Tra il XV ed il XVI secolo la chiesa è oggetto di ristrutturazione ed ampliamento. Il piano di calpestio viene abbassato, sul lato sinistro vengono realizzati la cappella dedicata a S. Lucia e la torre campanaria. Testimonianza dell’intervento è l’iscrizione scolpita sulla facciata. Nel 1930 la facciata principale delle chiesa subisce una ristrutturazione. La parte superiore della facciata viene ricostruita con l’inserimento delle arcatelle neoromaniche e del rosone in calcestruzzo ed il portale viene dotato di un architrave e di un bassorilievo nella lunetta raffigurante la Madonna con Bambino L’edificio religioso conserva all’interno una Madonna del Rosario con S. Domenico e S. Caterina da Siena, eseguito da Simone de Magistris, datata 1583. Sulla parete di destra una tela con la Deposizione, attribuita a Morale da Fermo.

Pieve di Santa Maria

Chiusura temporanea a causa dei danni provocati dal terremoto

Pieve Torina

La Pieve di S. Maria risale all’XI secolo, come confermato dal documento del vescovo di Spoleto del 1067; la torre campanaria e l’abside poligonale dominano la piazza principale della città. La chiesa presenta due piani: quello inferiore è diviso in tre navate, quello superiore ha un unico ambiente, entrambi insistono sull’abside. Secondo gli studiosi, la divisione interna dell’edificio in due piani indichierebbe che la chiesa fosse strutturata inizialmente in due chiese sovrapposte, al cui piano superiore era possibile accedere tramite un portale nella facciata posteriore. La chiesa conserva alcuni affreschi di Cola di Pietro: un’Ultima Cena, S. Giorgio e la principessa e un Martirio di S. Stefano con un imponente sfondo architettonico. Altri affreschi decorano la volta della navata centrale; sulla parete di sinistra la Dormitio Virginis, mentre la Madonna del Latte che ornava la navata centrale è esposta nella cappella della parrocchiale di S. Maria Assunta. Nel 1722, come ricorda una scritta sull’arco, la chiesa fu sostituita con la nuova a seguito di una frana; lo stemma della famiglia Da Varano presente sulla parete meridionale del campanile potrebbe ricordare la dimora del vescovo di Camerino Fabrizio Da Varano che ospitò il poeta Pier Francesco Giustolo da Spoleto.

Mulino di Fiume

Pieve Torina

l mulino ad acqua di Fiume fa parte, come sede distaccata, di un percorso del Museo della Nostra Terra di Pieve Torina. Il Mulino si incontra percorrendo la strada che da Colfiorito conduce a Pievetorina, all’inizio dell’abitato di Fiume. L’edificio con il caratteristico con laghetto e cascatelle laterali è costruito su uno sperone di roccia a cavallo del torrente Sant’Angelo ed è attivo fin dall’alto medioevo. Il complesso conserva le strutture originarie: l’opificio, una prima cascata d’immissione del torrente e il laghetto. Attraverso due canale inclinate, scavate nel muro-diga, l’acqua cade sui tre retrecini (eliche di legno formate da fusello e pale incassate) posti sotto le volte. Due grandi per le macine ed uno minore per azionare lo staccio e una mola. Delle due macine in pietra una, senza staccio, frangeva il cereale destinato al bestiame (granturco, orzo, ghiande, avena, fava). Dall’altra, impiegata per grano tenero, un sistema di cinghie in cuoio portava il macinato allo staccio provvisto di quattro bocchette a seconda del tipo di farina: una per il fior di farina, una per la crusca, e le intermedie per graduare nel macinato la percentuale di fiore e di cruschello. Tale tipo di mulini che sfruttavano l’energia dell’acqua si sono sviluppati in tutto il centro Italia e sono quasi tutti pressoché simili nei loro meccanismi di funzionamento.

Chiesa di Santo Stefano Protomartire

Chiusura temporanea a causa dei danni provocati dal terremoto

Ussita

Risalente al XIII secolo, Nel 1942 il Senatore Sili promosse un attento e preciso restauro nel quale si è cercato di conservare l più fedelmente la struttura originaria. Le porte d’ingresso sono ubicate nel lato lungo della chiesa, non è insolito vedere questa tipologia di costruzione basti pensare infatti alla Collegiata di S. Maria di Visso. All’interno è possibile ammirare un altare barocco in legno del ‘600 e un affresco del 1474, attribuibile a Paolo da Visso, rappresentante S. Giovanni Evangelista con un’acquila. Lungo la parete di destra sono presenti affreschi del XIII-XIV secolo raffiguranti santi. Sull’altare maggiore e su quello laterale vi sono due tele dipinte nel 1941 da Leonello Grazi e raffiguranti una il Crocifisso, S. Antonio e S. Stefano, mentre l’altra rappresenta la Madonna Addolorata.

Chiesa di Sant’Antonio da Padova

Chiusura temporanea a causa dei danni provocati dal terremoto

Ussita

La piccola chiesa, costruita nel XVII secolo, è ubicata lungo la strada principale in località Vallazza; a navata unica presenta al suo interno un interessante altare intagliato del XVII secolo. La facciata principale si presenta con un portale con colonne tortili in travertino, con un rosone semplice a forma floreale e con due monofore, sul lato lungo è presente una monofora, il campanile è semplice in pietra locale. La struttura visibile oggi è frutto del restauro avvenuto nel 1927 sovvenzionato dal Cav. Francesco Arsini che oltre a pagare i lavori donò alla città di Ussita alcuni edifici a ridosso della chiesa.

Chiesa di S. Andrea Apostolo

Chiusura temporanea a causa dei danni provocati dal terremoto

Ussita

Ricostruita nel 1926 dalla famiglia Sili sui resti di una precedente struttura romanica, la facciata presenta un rosone e un portale in pietra con lunetta in ceramica, opera di Silvio Galimberti, nella quale sono raffigurati Sant’Andrea, il Cardinale Augusto Sili in ginocchio e sullo sfondo la chiesa con il Monte Bove. La chiesa venne consacrata il 5 settembre del 1932. Gli affreschi del XIV e XV secolo sono stati conservati, è possibile ammirarli ai lati dell’ingresso e lungo le pareti.

Chiesa della Madonna dell’Immacolata

Chiusura temporanea a causa dei danni provocati dal terremoto

Ussita

La Chiesa della Madonna dell’Immacolata fa parte del complesso dell’Orfanotrofio,voluto e finanziato nel 1912 da Francesco Arsini per accogliere ed educare bambine povere e/o rimaste orfane. Il complesso fu realizzato su progetto dell’Arch. Biscarini di Perugia All’interno della chiesa sono ancora oggi conservate delle pitture eseguite nel 1914 da Annibale Brugnoli; nel 1976 il pittore spagnolo Francisco Palma Burgos realizza il loro restauro

Cappella di Santa Scolastica

Chiusura temporanea a causa dei danni provocati dal terremoto

La Cappella di Santa Scolastica fu costruita nel 1407. Secoli di trascuratezza portarono la chiesa alla quasi distruzione. Attrerso l’intervento diretto del Cardinal Pietro Gasparri nel 1905 la chiesa fu ampliata e ricostruita, il progetto fu affidato a Orazio Gasparri, fratello del Cardinale. All’interno si trova una tela del XVII secolo di un ignoto pittore raffigurante una Madonna con Bambino con i Santi Caterina, Lucia, Scolastica e Stefano.

Cappella dei santi Rocco e Sebastiano

Chiusura temporanea a causa dei danni provocati dal terremoto

Ussita

La cappella venne eretta nel 1485, con molta probabilità però la data potrebbe esse il 1484 come testimonia la pietra rettangolare scolpita in rielievo sulla facciata principale. Secondo la tradizione popolare la cappella fu costruita per implorare la fine di un’epidemia di peste che stava decimando ed affliggendo tutta la popolazione dei comuni di Ussita, Visso e dintorni. Al suo interno sono presenti un dipinto del XVII secolo rappresentante la Vergine Maria con i Santi Rocco e Sebastiano di autore ignoto e una statua lignea lignea del XVI secolo rappresentante S. Sebastiano.

Mulino ad acqua

Muccia

Era uno dei tre mulini esistenti a Muccia. Documentato nel 1502.
Tra la fine dell’ottocento e i primi anni del novecento ne ricavava energia anche un pastificio adiacente che, con un sistema di alberi, ruote e cinghie, ne traeva direttamente la forza motrice per il funzionamento dell’impianto di produzione di pasta di grano duro.
Intorno al 1910 fu dotato di un gruppo generatore per la produzione di energia elettrica.
E’ stato attivo come mulino fino agli anni ’50 del novecento.

Monastero di Santa Chiara

Camerino

Il Monastero, nella sua nuova struttura antisismica in via Medici, accoglie il pellegrino che vuole conoscere la vita e le opere di Camilla Battista Varano, proclamata Santa il 17 ottobre 2010.
La storia del Monastero è da sempre legata al casato dei Varano, e prende l’avvio dalla decisione di Giovanni Varano, nonno di Camilla, il quale, durante i lavori di ristrutturazione delle mura cittadine, pose a custodia delle porte della città alcune comunità religiose. Per questo motivo il 18 luglio 1384 istituì il Monastero di Santa Maria Nova – che solo successivamente fu dedicato a S. Chiara – affidandolo a 12 monaci olivetani.

Chiesa di Santa Chiara

Camerino

Nell’aula liturgica vi sono due dipinti: il primo raffigura “S. Chiara, il beato Pietro da Mogliano e la Beata Battista da Varano” è risalente agli inizi del ‘700, mentre presenta delle dimensioni pari a 300cm. x 178cm; il secondo la “Presentazione di Maria al Tempio” (di autore ignoto).

Palazzo Pierbenedetti

Camerino

Il Palazzo Pierbenedetti, oggi di proprietà della famiglia Santacchi, venne eretto su commissione del Cardinale omonimo alla fine del XVI secolo, come testimoniato dagli stemmi araldici conservati all’interno dell’edificio monumentale.

Porta Caterina Cibo

Camerino

E’ una delle porte più antiche di Camerino e fu costruita con lo scopo di presidiare il cuore della città. L’antico nome “Porta Cisterna”deriva dal borgo sviluppatosi intorno alla cisterna di Camerino che si trovava ai piedi del Palazzo Ducale, riserva d’acqua fondamentale per la città.

Palazzo comunale Bongiovanni

Camerino

Sede dei vescovi di Camerino, fu ceduto alla città nel 1573 da Berardo Bongiovanni, dopo l’avvio con fondi propri di un nuovo episcopio presso la cattedrale. Sono visitabili la sala dei Priori, tempio delle antiche memorie cittadine, decorata con frammenti lapidei romani e pregevoli busti, la sala degli stucchi e quella consiliare che accoglie un coro in noce proveniente dalla seicentesca chiesa domenicana di S. Caterina, attuale sede dell’Archivio di Stato.

Porta Malatesta

Camerino

Venne edificata in onore di Giovanna Malatesta, moglie di Giulio Cesare da Varano, nel XVI secolo. Dalla porta si può ammirare il bellissimo panorama dai Monti Sibillini al Catria.

Tempio Ducale dell’Annunziata

Camerino

Secondo un racconto leggendario, il tempio della SS. Annunziata sorse al posto di una chiesina e di un ospedaletto più antichi, intitolati a S. Maria de’ Vignali, nei cui paraggi si sarebbe posata una piccola icona mariana scappata da casa di un bestemmiatore: di qui il titolo di ‘Madonna della bestemmia’ riservato poi all’immagine, risalente credibilmente all’inizio del XV sec. e raffigurante su fondo oro la Vergine con Bambino ed i santi Antonio abate e Giacomo.

Chiesa di San Filippo Neri

Camerino

Realizzata nel 1733 su progetto di Pietro Loni di Lugano e Domenico Cipriani di Cesena come nuova sede dei filippini, la chiesa è caratterizzata da una pianta ellittica con cappelle laterali e dalla facciata in mattoni a vista con zoccolo e capitelli in pietra calcarea.

Oratorio di San Giovanni Decollato

Camerino

La chiesa, non certa nella data di fondazione, dovrebbe essere della fine del ‘400 o dei primi del ‘500; era della Confraternita della Misericordia che assisteva i condannati a morte.

Ss.Vincenzo e Anastasio

Chiusura temporanea a causa dei danni provocati dal terremoto

Ussita

La chiesa dei Santi Vincenzo ed Anastasio, costruita in sostituzione dell’antico Eremo di Sant’Angelo di Paganico, è la più vecchia ed antica di Ussita e dipendeva dall’Abbazia di Sant’Eutizio di Preci, come nominato nelle bolle del Vescovo Enrico del 1115, Innocenzo IV del 1255 e Martino V del 1428. Edificata in stile romanico sormontata da un campanile, presenta un portale ad arco con ghiera dentellata ed una graziosa bifora. La chiesa si presenta a unica navata e con un abside semicircolare circoscritta da un arco a tutto sesto in pietra levigata. Sono presenti tre monofore ad arco con ghiera dentellata che mettono in risalto l’altare in pietra. Sono presenti due altari lignei barocchi del XVII secolo opera di maestri ebanisti di Visso. Sull’altare maggiore è possibile ammirare la tela raffigurante il Cristo tra i Santi Vincenzo ed Anastasio, attribuita ad Angelo Righi risale al 1638.

Santa Maria Assunta

Chiusura temporanea a causa dei danni provocati dal terremoto

Ussita

Edificata in stile romanico sulle fondamenta di un antico edificio di culto fu terminata nel 1389. La chiesa nel 1915 subì un importante restauro ad opera dell’Arch. Aristide Leonori su richiesta del Cardinal Gasparri. Attualmente la chiesa si presenta con una facciata in pietra con portale ogivale sorretto da due colonnine, un rosone al centro e due finestre laterali a cuspide. L’interno a unica navata, tipico dell’archietettura di questi luoghi, conserva un fonte battesimale in pietra calcarea grigia lavorata del 1390 ed alcuni affreschi del XV e XVI secolo attribuibili a Paolo da Visso e a Camillo e Fabio Angelucci.

 

 

 

Palazzo del Comune Vecchio

Serravalle di Chienti

Oggi destinato ad albergo, conserva dei caratteri apprezzabili, quali il prospetto sulla piazzetta ed un portale in pietra squadrata con arco a sesto rovesciato.

Casa-bottega

Serravalle di Chienti

In Piazza Federici sono ancora apprezzabili i dettagli e l’unitarietà d’insieme di questa struttura urbana.

Ex convento di Brogliano

Serravalle di Chienti

Fra le sue mura, nel 1368, per opera del b. Paolo Trinci, nacque la riforma dei francescani “osservanti” chiamati zoccolanti dal tipo delle calzature che indossavano.

Castello

Serravalle di Chienti

Rimangono imponenti rovine e una delle cinque torri. Nel 1240 il papa Innocenzo IV lo diede in donazione al Comune di Camerino. Nel 1438 gli Sforza dominarono su tutta la regione e il castello subì vari tentativi di conquista.

Piazza Federici

Serravalle di Chienti

Ha un impianto monumentale a tre vasche in linea a ridosso di un fondale ben modulato da lesene a conci di pietra squadrata. Ora è in stato di abbandono.

L’ospizio dei Pellegrini

Serravalle di Chienti

Allo stato attuale presenta un lembo di facciata superstite, con un portale in pietra ad arco acuto. Era questo un complesso importante per i viandanti durante il trasferimento delle greggi . Dal 1549 i suoi beni sono passati all’ospedale di Camerino.

Abbazia camaldolese

Serravalle di Chienti

Magazzino del Grano

Serravalle di Chienti

Basilica di Plestia

Serravalle di Chienti

Sorge sulla cripta paleocristiana e sulle rovine del tempio romano di cui sono stati recuperati i materiali da costruzione. La chiesa non presente particolari pregi architettonici, essendo impostata su un impianto rettangolare con un ordine di colonne

Santuario della Madonna del Piano

Serravalle di Chienti

Il luogo è adorno di affreschi del XVI Secolo

Palazzo Comunale

Serravalle di Chienti

Unica opera dell’architetto P.Luigi Nervi nelle Marche.

Rocca di Percanestro

Serravalle di Chienti

Insieme alla torre restano tracce delle mura perimetrali che , a giudicare dalla loro estensione, danno l’idea di un castello.

Castello di Elci

Serravalle di Chienti

Rimane ancora intatta l’ultima delle torri dell’antico castello; tutt’intorno pietre e tracce di mura in rovina.

Chiesa “Madonna del Sasso”

Serravalle di Chienti

All’interno soltanto “il Giudizio Universale ” si è salvato grazie ad un sapiente restauro; questo affresco è interessante per l’ambiziosa orditura strutturale suddivisa in tre fasce, i dannati, i penitenti e San Pietro e il Cristo in trono.

Chiesa di S. Lucia

Serravalle di Chienti

La chiesa è sorta su un impianto monastico, di cui non rimane che la sacrestia; questa presenta diversi strati di affresco , tra cui una crocifissione del ‘500 opera di Simone e Giovanfrancesco De Magistris e una tela di Giovanni Andrea da Caldarola.

Dignano

Serravalle di Chienti

Condotto Romano e Botte Varano

Serravalle di Chienti

Il condotto romano (I sec. a.C.) e la Botte dei Varano (1438 – 1456), sono le più importanti opere di regimentazione delle acque degli Altipiani Plestini. Una di età augustea e l’altra rinascimentale costruita per opera di Giulio Cesare da Varano, rappresentano oggi un eccezionale esempio di ingegneria idraulica, un percorso nuovo tutto da scoprire…

Santuario di Santa Maria in Carpineto

Chiusura temporanea a causa dei danni provocati dal terremoto

Pieve Torina

Si trova lungo la statale 209, in località Roti.

Piccolo santuario sulle pendici del monte, dove si conserva l’unica opera certificata di Battista di Barnaba, scultore marchigiano che ha lavorato con Donatello a Firenze e Mantova. L’opera è un gruppo scultoreo in terracotta policroma che rappresenta la visione della Madonna da parte di una pastorella che grazie a ciò riacquista la parola. Il santuario è ancora oggi meta di pellegrinaggi. Richiederebbe ulteriori restauri degli affreschi.

Santuario di Santa Maria in Caspriano di Casavecchia

Chiusura temporanea a causa dei danni provocati dal terremoto

Pieve Torina

La chiesa di S. Maria di Caspriano, sul bivio per Montecavallo, richiama stilisticamente il santuario di Macereto. Il luogo aveva avuto una notevole importanza nell’era etrusca e feudale proprio per essere sull’incrocio di tre valli. Il castello fu venduto a Camerino nel 1257 insieme a Caspriano e ad altre terre. La chiesa a pianta ottagonale, eretta nel 1577, presenta quattro lati maggiori uniti da quattro minori. L’assenza della cupola, sostituita da una copertura a capanna, porta a definire la lettura dell’opera come incopleta e anomala; pur partendo da uno schema simile al santuario di Macereto e da altri templi bramanteschi, non risulta presente una vera e propria rielaborazione degli schemi architettonici. All’esterno, Inglobata in un edificio ottocentesco è ancora visibile una delle torri del castello medievale. All’interno dell’edificio religioso è presente un grande affresco raffigurante La Madonna col Bambino del 1415, cui è stata addossato un altare ligneo del Seicento, ciò dimostra che l’edificio fu costruito su un santuario preesistente. Il 24 febbraio del 1493 la chiesa è oggetto di una visita pastorale.

Eremo Santuario di Sant’Angelo in Prefoglio

Chiusura temporanea a causa dei danni provocati dal terremoto

Pieve Torina

L’Eremo di S. Angelo in Prefoglio, detto anche “Eremo dei santi”, fu fondato dai Benedettini nel XII secolo, nel XIV secolo, però, dovettero lasciare il posto ai Canonici, la parte più esterna dell’edificio è ottocentesca. L’edificio religioso sorge sopra una grotta considerata sacra dall’epoca precristiana, ancora visitabile. Secondo la tradizione popolare l’acqua sorgiva, raccolta all’interno di una piccola vasca, ha potere terapeutico. La lapide semicircolare posta all’esterno sulla facciata, formata da più frammenti, in origine era collocata sull’arco della porta di ingresso della chiesa. Contornata da un motivo ad intreccio, al centro della scena è presente una croce, ai lati di questa si stagliano due leoni che si mordono la coda. . L’iconografia è tipica dell’arte romanica dove il leone simboleggia il guardiano del luogo sacro. ANNI D(OMI)NI SUNT MCXLVIII IN-DICTIO XI / P(RI)OR DEUTESALVE ET FRIDERICUS DUX ALBERTUS COMES GISLA ET ALII / ET ALIORUM HOMINES QUI ADIUTORIUM IMPENDER(UNT) VIVANT IN Xo (CHRISTO)”.

Villa La Maddalena

Muccia

Edificata, nella forma attuale, durante la prima metà del 1600, su un preesistente insediamento, dal Cardinale Angelo Giori, originario di Capodacqua di Pieve Torina, che fu Maestro della Camera apostolica durante il pontificato di Papa Barberini (Urbano VIII), della cui famiglia ricorre spesso, nella villa, la rappresentazione dello stemma (tre api). La villa è ora di proprietà della famiglia Zaccarini Bonelli.

Torre di Massa

Muccia

Detta anche “Torraccia” a m.s.l.m. 808 presso Massaprofoglio, accessibile a piedi. Rudere di fortificazione dei Varano e forse di origine longobarda, a pianta rotonda, in posizione di controllo rispetto alla Valle del Chienti con vicini boschi.

Fondazione Eremo Beato Rizzerio

Muccia

Questo Santuario sorge a Coda di Muccia, in una bella zona. In questo eremo riposano le ossa del Beato Rizzerio, discepolo di San Francesco di Assisi. L’Eremo è sede dell’omonimo cenacolo vocazionale, con sala riunioni e strutture ricettive complementari. Aperto tutto l’anno

Castello di Prefoglio

Muccia

Ruderi di fortificazione medioevale dei duchi Varano, signori di Camerino.Si trova nella frazione di Massaprofoglio, accessibile a piedi, in posizione estrema sul territorio comunale e dominante rispetto alla Val Sant’ Angelo.

Santuario della Madonna in Col di Venti

Muccia

La chiesa venne costruita sul luogo in cui, secondo la leggenda, furono costretti a fermarsi due pellegrini tedeschi che volevano condurre a Roma la tavola della Vergine col Bambino (sec.XIV).

Chiesa Santa Maria Di Varano

Muccia

Chiesa a pianta ottogonale, costruita nei pressi di Muccia dai Varano, signori di Camerino. All’interno pregevoli opere di Andrea de Magistris.

Palazzo Lazzarini

Fiastra

Il palazzo, del XIII secolo, fa da sfondo alla piazza del Comune ed è stato più volte trasformato per cui presenta una commistione di elementi originali insieme a quelli ricostruiti in stile neo-gotico.
All’interno del palazzo sono attualmente ospitati la Biblioteca comunale e la Pinacoteca civica.

Abbazia S. Paolo Apostolo

Fiastra

In stile Romanico a tre navate. All’interno conservata una smagliante tela del Baciccia raffigurante la conversione di S Paolo.

Grotta dei Frati

Fiastra

Sulla sponda sinistra del Fiastrone, oltre la diga, servì da rifugio ai Clareni, frati penitenti, che vi costruirono un’edicola per il culto che sembra un porziuncola.

Castello dei Megalotti

Fiastra

Insieme di edifici con la residenza del Podestà, del Consiglio Generale e di quello dei Nove. Aveva solide mura perimetrali, rafforzate da sette torri nelle quali la popolazioni della valle trovavano rifugio durante le invasioni.

San Lorenzo al Lago

Fiastra

Conserva affreschi romanici che possono essere classificati come le più antiche decorazioni murali delle Marche.

Santuario del Beato Ugolino

Fiastra

L’attuale Chiesa del B. Ugolino, insieme alla canonica e alla casa colonica, non è che il residuo di un antico monastero benedettino, come tanti ce n’era in quella zona da S. Marco in Colpolina a S. Paolo di Fiastra, a S. Lorenzo di Fiume, a S. Maria di Rio Sacro, ecc., la comune struttura architettonica ne può esser riprova. Si trova al centro dell’esedra, che nelle antiche scritture (1599) prende nome di Valle Segge.

Santuario del Beato Ugolino

Rocca Varano

Camerino

La Rocca Varano fu eretta all’inizio del XII secolo sullo sperone roccioso a picco fra le valli del Chienti e del suo affluente, il torrente San Luca, a sud di Camerino.
Fu tra le fortificazioni più importanti dei signori di Camerino. Dopo la fine del ducato fu trasformata in casa colonica, restaurata dal comune di Camerino è oggi utilizzata come centro di convegni, mostre e spettacoli. Merita di salirvi anche per lo splendido panorama sul paesaggio circostante.

Rocca d’Ajello

Camerino

Il nome Rocca d’Ajello deriva del latino “agellum” cioè “campicello”: la fortezza sorge infatti a circa 400m. di altitudine su una collina da cui si domina il paesaggio circostante.

Cattedrale

Chiusura temporanea a causa dei danni provocati dal terremoto

Camerino

L’originale costruzione della Cattedrale di Camerino, della quale si conservano nella cripta frammenti assegnabili al VII secolo, risale alla prima serie di vescovi, documentati a Camerino dal 465 d.C.

Palazzo Ducale

Camerino

L’attuale palazzo ducale di Camerino è il frutto di successive stratificazioni (che hanno prodotto un progressivo addizionarsi delle strutture in vari momenti storici) e di restauri e rifacimenti (che nel corso dei secoli hanno nascosto sotto pareti intonacate le diverse entità di cui era composto).

Santuario di Maria Madre della Misericordia di Capolapiaggia

Camerino

Questa chiesa é nota soprattutto perché conserva al suo interno la “Madonna della Misericordia” proveniente dal santuario di Santa Maria di Pielapiaggia, oggi casa privata.

Rocca Borgesca

Camerino

Si narra che Cesare Borgia nel 1503 la fece costruire non a difesa della città ma per tenere in soggezione i cittadini nostalgici della dinastia varanesca: pare infatti che i suoi cannoni fossero rivolti verso il centro. La rocca era divisa dalla città da uno strapiombo superabile con un audace ponte, successivamente fu riempito per volere di papa Clemente X Vescovo di Camerino.

Convento di Renacavata

Camerino

Il Convento dei Cappuccini, primo insediamento di questa congregazione (inizi ‘500) costruito per volontà della contessa Caterina Cybo, sorge a 3,5 km dalla città. Nella chiesetta annessa sorge sull’ altare maggiore una grande maiolica con la Vergine col Bambino e i Ss. Francesco e Agnese. In un’ aula del convento è allestito il Museo storico cappuccino che raccoglie i prodotti artigianali dei monaci.

Basilica di San Venanzio

Camerino

La chiesa di San Venanzio, costruita fuori dalle mura cittadine di Camerino in epoca medievale, fu poi inclusa all’interno della nuova cinta muraria voluta da Giovanni Varano nel 1384.

Palazzo Arcivescovile

Camerino

Il Palazzo Arcivescovile fu eretto dal vescovo Berardo Bongiovanni (1574) sulle mura della città e su costruzioni medievali in parte inglobate. Alla fine del sec. XVI i lati nord e ovest della piazza assumevano l’attuale volto.

Convento di San Domenico

Camerino

Il complesso, costruito dopo il sacco svevo della città, ha subìto varie trasformazioni nel ‘400 e nel ‘500 ed è stato restaurato per accogliere i musei cittadini.

Santuario di Santa Maria in Via

Camerino

Luogo di grande culto alla Madre Celeste ivi rappresentata da un interessante icona che raffigura la Madonna col Bambino attribuita al Maestro di Camerino.

Abbazia di Santa Maria di Rio Sacro

Fiastra

Conosciuta anche con il nome di S. Maria di Meriggio, l’abbazia in stile romanico fu fondata dai Benedettini intorno all’anno Mille, con il nome di “S.Maria de Merigu” e diventò la loro sede conventuale dal 1500 circa.

Ruderi Castello Varano

Fiastra

Questi ruderi sono quanto ci resta di un fortino fatto edificare dai Da Varano di Camerino nel XIV secolo in località Vallecanto. Ospita all’interno la chiesetta di S. Margherita.

Chiesa della Madonna del Vallone

Fiastra

Lungo la strada che attraversa la frazione di Piedicolle, nel punto in cui questa forma un gomito, si erge, immerso nel verde di un fossato, il Santuario della Madonna del Vallone. Questa chiesa iniziò a funzionare nel 1747, come si deduce da documenti dell’archivio parrocchiale.

Chiesa di S. Margherita

Fiastra

All’interno dei ruderi della fortificazione costruita dai Da Varano da Camerino (XIV secolo) in località Vallecanto, si trova la coeva chiesa di Santa Margherita. Presenta due affreschi di Girolamo di Giovanni.

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